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Come vivono i ninfomani?

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I film e i libri ce li hanno fatti conoscere come “ninfomani”, delle figure tratteggiate in modo grottesco tra il morboso e la caricatura. In realtà, questi soggetti, sono dei veri e propri pazienti clinici affetti da una patologia: la ipersessualità. Il sito Dagospia ha raccolto alcune storie che spiegano al meglio questo disagio attraverso il racconto di piccole esperienze quotidiane.

“Diario di una ninfomane” arriva in Italia

Si comincia con la testimonianza di un 25enne, tale Tom: “Forse il modo più semplice per descriverlo è dire che è come se fossi sempre affamato. E se, quando mi alzo, non soddisfo questo bisogno, verso mezzogiorno non ci vedo dalla fame”. Uno dei grandi miti che questo racconto ha sfatato riguarda la masturbazione che, contrariamente a quanto si pensa, non rappresenta una soluzione al problema: “La masturbazione aiuta, ma è una merenda che non sostituisce il pasto. In una relazione cerco sesso almeno tre volte al giorno, idealmente di più. Una media poco realistica, che mi ha condotto a tradire molto, mi ha isolato anche dagli amici, con i quali ho provato ad avere rapporti. Non mi saziava nemmeno avere due o tre partner diversi”.

Un altro punto di vista è quello raccontato da una donna che, esattamente come gli uomini, si approccia al sesso in modo vorace. Emma, di soli 22 anni, racconta di aver perso la verginità per “necessità”. Un bisogno, quello del rapporto sessuale, da soddisfare in modo impellente. Le conseguenze, in caso contrario, sono ansia, insonnia, depressione. “Ho dormito con chiunque ma ho ripreso il controllo” dice. “Ora evito le amicizie intime e di trovarmi in situazioni difficili. È un problema lavorare, perché le mie impellenze lì non possono essere soddisfatte”.

Una patologia, quella della ipersessualità, che interessa giovani e meno giovani, senza distinzioni. Anche il 38enne Ben racconta la sua esperienza partendo dallo scorso secolo e facendo intendere come sia davvero difficile liberarsi da questa patologia che prosegue, sempre più intensa, nel corso degli anni: “Negli anni ’80 guardavo show per adulti sui canali locali. Avrò avuto 8 anni e già ero sessualmente attivo. È stato un peso nella carriera e nella vita privata. Ho fatto molto sesso con donne e trans, ho speso migliaia di dollari e perso ore a masturbarmi con la pornografia. Ho cercato di avere relazioni normali, ma finivo per tradire. Il senso di colpa mi ha consumato”.

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