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Le cose quotidiane che possono rendere il sesso bollente

Se a furia di fare la posizione del missionario provate un odio ancestrale per gli uomini in divisa mimetica e volete dare una scossa ai vostri incontri piccanti allora dovete sperimentare almeno una di queste esperienze. Quelle che vi proponiamo sono tutte modalità di incontro da mettere in atto nel quotidiano, tra la lezione di pilates e la riunione col capo, anche se non siete l’autrice di Cinquanta sfumature di grigio. Certo, può esserci qualche controindicazione ma chi si accontenta gode così così. O no?

Linee bollenti: questo è un grande classico delle relazioni a distanza perché, dopo un po’, il “che hai fatto oggi?” e il “che tempo fa lì da te?” diventano scontati come i saldi di Gennaio. Per ravvivare legami un po’ spenti o resi inaffidabili dalla lontananza piazzate, ogni tanto, un bel gemito al telefono. Raccontate a colui o colei che ascolta alla cornetta che vi state togliendo le mutande anche se state girando il sugo ma, mi raccomando, se vi chiedono come siete vestiti non dite mai la verità. Piuttosto fingete di avere solo i calzini o una bella coccarda dorata sulla chiappa sinistra.
Whatsapp: se la voce non vi basta e vi serve vedere come un San Tommaso curiosone scambiatevi pure delle fotografie piccanti. La cosa eccitante non è solo per chi riceve le foto ma soprattutto per chi le scatta. Potreste provare il brivido, infatti, di essere i registi del vostro corpo e di zoomare a piacimento così da modificare dimensioni e difetti fisici. Solo fate attenzione: il rischio che vostra madre o l’insegnate di vostro figlio trovi due capezzoli nel telefono che avete accanto a voi, sopra la scrivania, è estremamente alto.
Whatsapp: se la voce non vi basta e vi serve vedere come un San Tommaso curiosone scambiatevi pure delle fotografie piccanti. La cosa eccitante non è solo per chi riceve le foto ma soprattutto per chi le scatta. Potreste provare il brivido, infatti, di essere i registi del vostro corpo e di zoomare a piacimento così da modificare dimensioni e difetti fisici. Solo fate attenzione: il rischio che vostra madre o l’insegnate di vostro figlio trovi due capezzoli nel telefono che avete accanto a voi, sopra la scrivania, è estremamente alto.
Gli amanti: il frutto proibito è quello che è già di un altro e se è vero che l’erba del vicino è sempre la più verde è altrettanto vero che, certe volte, ci si improvviserebbe volentieri giardinieri. Naturalmente con erba intendiamo il partner di qualcun altro e con giardinieri un bel giro di giostra. Insomma, ci siamo capiti, agli italiani piace fare gli amanti. Perché? Soprattutto perché i 45 secondi di attività amatoria smettono di essere visti come eiaculazione precoce e diventano la necessità di chi si deve sbrigare che arriva il marito. Passare da “Ah, hai già fatto” a “Bravo, hai già fatto” dona comunque un certo brivido. Senza considerare poi i baci rubati, la passione segreta, le prove da cancellare e da analizzare manco fosse “Quarto Grado” di Salvo Sottile. All’inizio è tutto un mistero sensuale, poi l’altro diventa una persona a cui bisogna parlare in codice e che bisogna fare due squilli anonimi prima di richiamare.
Menage a trois: ammettiamolo, oggi se sotto le lenzuola non hai almeno un numero di partner multiplo di tre non sei nessuno. Nel curriculum, fosse anche sotto la voce “errori di gioventù”, un bel triangolo lo si deve avere altrimenti agli aperitivi, a una certa, scarseggiano gli argomenti. Poco importa che il triangolo sia scaleno, isoscele, equilatero, fatto di uomini, donne o individui misti ‘ndo cojo cojo: l’importante è che ci siano almeno sei braccia. Sembra un’esperienza estremamente eccitante. Può essere però anche dannatamente faticosa. Forse è il caso di valutare se non sia meglio una lezione di spinning.
I luoghi pubblici: sappiate che, prima o poi, nella vostra vita, arriverà qualcuno che vi chiederà qual è il posto più strano in cui avete fatto all’amore. Potrà essere Daria Bignardi o la vostra amica ingrifata, in ogni caso dovete arrivare a quel giorno preparati perché rispondere “il letto dei miei” fa tanto anni ’90 e l’espressione tra il confuso e l’imbarazzato troppo Suor Cristina. Assicuratevi di avere nel vostro carnet di talami della passione almeno il bagno di un aereo, il tavolo di un Mc Donald’s o una lavatrice carico dall’alto. E poi volete mettere l’ebbrezza di essere scoperti, di fare tutto in silenzio, di consumare l’incontro come due agenti segreti della passione e, probabilmente, di finire su Internet?
I luoghi pubblici: sappiate che, prima o poi, nella vostra vita, arriverà qualcuno che vi chiederà qual è il posto più strano in cui avete fatto all’amore. Potrà essere Daria Bignardi o la vostra amica ingrifata, in ogni caso dovete arrivare a quel giorno preparati perché rispondere “il letto dei miei” fa tanto anni ’90 e l’espressione tra il confuso e l’imbarazzato troppo Suor Cristina. Assicuratevi di avere nel vostro carnet di talami della passione almeno il bagno di un aereo, il tavolo di un Mc Donald’s o una lavatrice carico dall’alto. E poi volete mettere l’ebbrezza di essere scoperti, di fare tutto in silenzio, di consumare l’incontro come due agenti segreti della passione e, probabilmente, di finire su Internet?
Videotape: avere una fotocamera da 16 Megapixel e utilizzarla solo per farvi i selfie col cane o le foto alla Carbonara è come chiamare Mariah Carey e farle cantare “Tanti auguri a te”. Usate la tecnologia a disposizione e provate il brivido di filmarvi mentre ansimate o regalate sguardi penetranti all’obiettivo. Alla meglio vi rivedrete e vi farete schifo. Alla peggio il vostro fidanzato (divenuto poi ex dopo la visione del filmato) vi ricatterà e voi dovrete vendere pure la collezione d’annata dei Cioè per salvaguardare la vostra reputazione.
A letto con uno sconosciuto: vi piacete e non vi siete mai visti, non sapete neanche il suo nome. È solo – come diceva Paola Turci – una questione di sguardi, di chimica, di sensazioni. Due o tre segnali, un sorrisino, e poi si finisce sulla moquette di uno squallido motel in tangenziale. Avrete per sempre un ricordo trasgressivo. E probabilmente anche la Candida.
A letto con uno sconosciuto: vi piacete e non vi siete mai visti, non sapete neanche il suo nome. È solo – come diceva Paola Turci – una questione di sguardi, di chimica, di sensazioni. Due o tre segnali, un sorrisino, e poi si finisce sulla moquette di uno squallido motel in tangenziale. Avrete per sempre un ricordo trasgressivo. E probabilmente anche la Candida.

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