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Le frasi di San Valentino a cui dovete fare attenzione: scuse e alibi di partner pigri

di Simone Rausi

San Valentino può essere fastidioso, è vero. Cuori, dolci, rose rosse e un mondo a tinte fuxia possono disturbare giusto un tantinello. Esiste però qualcosa di ancora più banale che, ogni anno – puntuale come le tasse – fa capolino il 14 Febbraio insieme ai cuori gonfiabili e alle frasi dei cioccolatini. Si tratta delle insostenibili e logore frasi disilluse dei fidanzati (e dei single) che provano a ribellarsi alla festa. Ma siamo sicuri che non si tratta solo di scuse? Beh, se il vostro fidanzato/a vi propina una di queste dichiarazioni state ben attenti.

San Valentino è tutti i giorni: questa è la scusa preferita dei braccino corto. Quelli che pur di comprarvi un regalo, scippare un fiore da un’aiuola o portarvi a mangiare da un paninaro si appellerebbero al quinto emendamento. Una persona è autorizzata a dire che San Valentino è tutti i giorni solo se vi sveglia ogni mattina con un bacio, conosce il linguaggio dei fiori, ama fare regali inaspettati e riempie la casa di un soffocante quanto rassicurante amore. Il resto sono balle.
Io non ci credo: qualcuno spieghi alle persone che, ogni anno, si ostinano a dichiarare di non credere a San Valentino che la festa degli innamorati non è né la reincarnazione, né l’aldilà, né tantomeno il sesso di Amanda Lear, gli angeli o gli ufo. Non c’è nulla a cui credere, non c’è nessuna fede da inseguire. È una festa, che si può festeggiare o meno.
Io non ci credo: qualcuno spieghi alle persone che, ogni anno, si ostinano a dichiarare di non credere a San Valentino che la festa degli innamorati non è né la reincarnazione, né l’aldilà, né tantomeno il sesso di Amanda Lear, gli angeli o gli ufo. Non c’è nulla a cui credere, non c’è nessuna fede da inseguire. È una festa, che si può festeggiare o meno.
La festa dei cornuti: poi esiste un importante gruppo di cinici inside per i quali San Valentino è l’apoteosi di tutte le ipocrisie. Sono quelli per cui tutti comprano due mazzi di rose, uno per la moglie e uno per l’amante, e sono gli stessi che il 14 Febbraio riempiono le bacheche Facebook di cervi a primavera. Sarà anche la festa dei cornuti ma, a maggior ragione, vogliamo negare a un’ignara vittima pure un mazzo di rose da trenta euro?
Banale! Ah beh, San Valentino sarà pure banale. E allora, caro amico, smetti di fare l’albero a Natale e di aspettarti un regalo per il compleanno. Abbandona ogni tradizione, smetti di guardare Uomini e Donne, lascia il tuo lavoro e la tua vita e unisciti a Greenpeace. Passa la tua esistenza a dare la caccia alle baleniere, attraversa l’Europa su una bici vivendo di pastorizia, o prendi un master in analisi del Dadaismo. Esci dagli schemi!
Festeggiano solo fiorai e pasticceri: secondo le persone che pronunciano questa frase solo le due categorie professionali sopra citate sarebbero autorizzate a sorridere il 14 Febbraio. Gli altri dovrebbero formare file di indignati, ribellarsi al sistema e, già che ci siamo, trovare la spiegazione delle scie chimiche e la verità dietro l’undici Settembre. Gomblotto.
Festeggiano solo fiorai e pasticceri: secondo le persone che pronunciano questa frase solo le due categorie professionali sopra citate sarebbero autorizzate a sorridere il 14 Febbraio. Gli altri dovrebbero formare file di indignati, ribellarsi al sistema e, già che ci siamo, trovare la spiegazione delle scie chimiche e la verità dietro l’undici Settembre. Gomblotto.
San Valentino è la festa di ogni cretino che crede di essere amato e poi ci rimane fregato: si, ci sono anche questi. Quelli che piuttosto regrediscono a quarta elementare ed esprimono il loro malcontento in rima.
Cupido, la freccia te la lancio io: alzi la mano chi non ha almeno un amico che su Facebook ha appena pubblicato l’immagine di una pistola puntata contro l’angioletto dell’amore. Ma che tristezza è?
San Valentino siamo io e te: sono quelli a cui non serve altro, quelli per cui fiori, regali e attenzioni sono superflui. Spiegateglielo che in concetto di “io e te” può funzionare anche in un tavolo per due.
Scegliamo di scegliere…: qua siamo ad un passo dal filosofico. Il marito o il fidanzato che ti dirà così indossa solitamente camicie dentro i pantaloni e guarda solo talk show su La7. Farà leva sul tuo libero arbitrio, insinuerà la polemica alludendo a un sistema superiore che ci governa e proverà a farti sentire dozzinale come un qualsiasi abito al 40% dei grandi magazzini. E tu diglielo che hai già scelto: cena alle 20,30…
Scegliamo di scegliere…: qua siamo ad un passo dal filosofico. Il marito o il fidanzato che ti dirà così indossa solitamente camicie dentro i pantaloni e guarda solo talk show su La7. Farà leva sul tuo libero arbitrio, insinuerà la polemica alludendo a un sistema superiore che ci governa e proverà a farti sentire dozzinale come un qualsiasi abito al 40% dei grandi magazzini. E tu diglielo che hai già scelto: cena alle 20,30…

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