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Le peggiori risposte da dare ad un "Ti Amo"

La bellezza di una storia d’amore quando inizia. Tutto quel vendersi al meglio, quel costruire, quel fare progetti, quell’immaginarsi lontano. È un conoscersi che diventa innamorarsi, una corsa mano nella mano verso quella certificazione che rende tutto più serio, che dà un senso alle cose, che ufficializza la relazione e la pervade di una dignità tutta nuova. “Ti amo”, due semplici parole dal potere illimitato. A meno che non siate le gemelle Kessler o due esponenti del piccolo coro dell’Antoniano, ci sarà sempre uno dei due che si prenderà il rischio di esporsi, di pronunciare la fatidica frase per primo/a. Seguiranno momenti di attesa da cardiopalma, dove vi sembrerà di sentire un tappetino musicale di un qualunque film di Hitchcock risuonare dentro di voi. Un “Anch’io ti amo” potrebbe cambiare per sempre le cose e far suonare le campane a festa. Tutto il resto, invece, potrebbe gettarvi nello sconforto più totale. E per tutto il resto intendiamo questo...

GRAZIE: è la più classica delle risposte, quotatissima in buona parte delle relazioni. Ringraziare dopo un “Ti amo” sembra un gesto educato e quantomeno rispettoso. In realtà uno sputo in un occhio sarebbe più o meno equivalente. Prima di rispondere con un “grazie” fermatevi un attimo e riflettete: la persona che vi sta davanti vi sta donando il suo cuore, voi potreste rivolgergli la stessa frase che, la mattina prima, avevate detto al barista che vi ha fatto il caffè.
SORRISO: per la vostra fidanzata voi non siete San Francesco d’Assisi che regalava grandi panoramiche della sua dentatura a bestie, animali e disagiati. Siete piuttosto Mr Grey di Cinquanta sfumature di grigio quindi, se proprio il “Ti Amo” vi dovesse lasciare senza parole assicuratevi di agire come il miglior amante che abbia mai messo piede nei confini geografici del vostro continente. Anche, perché, nel migliore dei casi, anche avendo una dentatura da colpo di Fulmine, il vostro sorriso risulterà inevitabilmente ed inequivocabilmente da ebete.
SORRISO: per la vostra fidanzata voi non siete San Francesco d’Assisi che regalava grandi panoramiche della sua dentatura a bestie, animali e disagiati. Siete piuttosto Mr Grey di Cinquanta sfumature di grigio quindi, se proprio il “Ti Amo” vi dovesse lasciare senza parole assicuratevi di agire come il miglior amante che abbia mai messo piede nei confini geografici del vostro continente. Anche, perché, nel migliore dei casi, anche avendo una dentatura da colpo di Fulmine, il vostro sorriso risulterà inevitabilmente ed inequivocabilmente da ebete.
SEI DOLCISSIMO/A: un’altra risposta che va per la maggiore è quella di rilanciare con un complimento. La persona che vi sta di fronte vi dice che vi ama e voi, probabilmente, le risponderete con una voce in falsetto, un grande abbraccio alla Papa Francesco e uno sguardo di tenerezza che verrà letto, senza mezzi termini, come un concentrato di pietas umana e compassione.
TI VOGLIO UN MONDO DI BENE ANCHE IO: tanto vale rispondere con “le sette e un quarto” o con qualsiasi altra frase sconnessa e non sense. “Ti voglio bene” è una bellissima frase, una di quelle in grado di riscaldare un cuore. Dopo un Ti Amo però risulta più fredda di una notte nella Tundra Siberiana. Rischiate di svalutare la frase, di abbassare notevolmente il grado di intimità, di spegnere l’atmosfera. È come se la persona che avete di fronte vi dedichi una canzone di Gregori e voi rispondiate accennando il ritornello di “Rush” di Raffaella Fico.
FORSE E’ UN PO PRESTO: poi ci sono quelli per cui è il tempo a determinare un sentimento. Poco importa se l’amore sia fiorito nei vostri cuori come una primavera di Botticelli. Se non sono passati almeno otto mesi, non è avvenuto l’incontro con la famiglia e non si è superata una forte litigata non c’è alcun Ti Amo che tenga. Non vale la pena sbilanciarsi…
FORSE E’ UN PO PRESTO: poi ci sono quelli per cui è il tempo a determinare un sentimento. Poco importa se l’amore sia fiorito nei vostri cuori come una primavera di Botticelli. Se non sono passati almeno otto mesi, non è avvenuto l’incontro con la famiglia e non si è superata una forte litigata non c’è alcun Ti Amo che tenga. Non vale la pena sbilanciarsi…
COME DARTI TORTO?: le persone che in momenti di grande imbarazzo tirano fuori l’ironia come arma per smorzare la tensione, al rogo subito! Non c’è battuta che tenga e – di certo – la persona che vi sta davanti non si farà due risate con voi in allegria. Probabilmente, piuttosto, mediterà su quale strumento utilizzare per graffiarvi la fiancata della macchina.
ALLORA DIMOSTRAMELO: ci sono quelli per cui ogni pretesto è valido per fare valere le proprie ragioni, per mettere in discussione tutto, per affermare potere e controllo sulla relazione. Sono le stesse persone per cui il migliore attacco è la difesa e allora, anche se fino a ieri l’altro la vostra relazione sembrava scritta da Federico Moccia, oggi – di fronte a un Ti Amo che lascia senza parole – è piena di problemi e quesiti da risolvere.
FORSE AMI L’IDEA CHE HAI DI ME: ci sono poi quelli che instillano il dubbio, che accendono la miccia silenziosamente, che rigirano la frittata. Sono coloro i quali analizzano tutto con filosofia spicciola. Se vi rispondono in questo modo mandate la persona in questione a quel Paese. O almeno in un simposio sulle contraddizioni di Kant in cui potrà dare sfogo alla sua dissertazioni filosofiche.
SILENZIO: quando sale il panico ci si ammutolisce. Gli occhi si muovono confusi in cerca di una via di fuga, la schiena si bagna di un sudore ghiacciato, i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, schizzano al massimo. In una parola “Imbarazzante”. In due “Decisamente imbarazzante”. Complimenti: avete appena segnato un solco indelebile nell’anima della persona che vi ama. Anzi, vi amava.
BUON PER TE: ironia portami via parte due. In questo caso via libera alle mani. Se avete la possibilità di sguinzagliare alcuni segugi fatelo.
BUON PER TE: ironia portami via parte due. In questo caso via libera alle mani. Se avete la possibilità di sguinzagliare alcuni segugi fatelo.

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