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Milano, sigilli all'Hollywood

Uscite di emergenza non a norma, in caso di incendio si sarebbero salvati solo i clienti vip dell’area privè. Questa una delle motivazioni con cui il Tribunale di Milano ha posto i sigilli all’Hollywood, la discoteca milanese di Corso Como.

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Il pm di Milano Piero Basilone e l'aggiunto Nicola Cerrato, hanno stabilito che le inadempienze del locale sotto il profilo della sicurezza erano un' "infinità": fino a 800 clienti a serata, contro i 525 previsti dalla licenza di agibilità (in precedenza erano addirittura 330).

Tra le misure di sicurezza non osservate c’è quella relativa al divieto di fumo. Per il Pm le sigarette in pista aumenterebbero il "rischio concreto" di incendi "che possono partire da divani, tende, rivestimenti ed estendersi alle numerose sostanze infiammabili e combustibili, comprese le bottiglie di alcolici, che si trovano in una discoteca".

Per il momento nell'inchiesta é indagato solo l'amministratore dell'Hollywood, Davide Guglielmini, che gestisce la discoteca per conto della società Vimar Srl con l’accusa di inosservanza delle prescrizioni dell'autorità, omissione colposa delle norme di sicurezza e false dichiarazioni agli inquirenti.

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