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Solitudine: come sconfiggerla e tornare a sorridere

Chi di noi non ha mai sofferto di solitudine almeno una volta nella vita? Bisogna fare attenzione però a non fare in modo che questo stato d’animo di tristezza e delusione non si cronicizzi. Ecco alcuni consigli…
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NON SOTTOVALUTARE NESSUNA RELAZIONE

Ricordatevi di non sottovalutare nessuno dei rapporti. Certe volte ci si sente soli perché non si hanno abbastanza amici, perché non si ha il fidanzato o la fidanzata o perché si è stati abbandonati da una persona cara. Sappiate che dall’altra parte del telefono ci può sempre essere una persona amica. Non evitate i familiari, non abbiate paura di parlare con qualcuno di cui vi fidate, anche se quest’utlima persona non è un’amicizia storica. Se preferite la discrezione c’è sempre il telefono amico oppure uno psicologo che vi permetterà di parlare, sfogarvi e aiutarvi nel risolvere i problemi. I social network possono essere una valida alternativa specie se ci si ritrova in gruppi, chat o forum con interessi comuni. Sappiate però che questi tipi di rapporti vanno presi con le pinze. Il rischio è di rimanere ulteriormente delusi.

CONSIGLI PER USCIRNE

Non chiudetevi mai in voi stessi. La fase gelato e film triste o giornata sotto le coperte deve durare il meno possibile. Il segreto è concentrarsi sulle attività quotidiane e vivere una rassicurante routine. Se questo sistema non dovesse funzionare provate l’esatto contrario: cambiate scenario, viaggiate, andate in vacanza o in villeggiatura nella casa al mare. Ricordatevi inoltre che l’esercizio fisico aiuta perché, oltre a contrastare lo stress e a rilasciare endorfine, può permettervi di incontrare nuove persone. Se potete prediligete le attività all’aria aperta.

CAMPANELLI D'ALLARME

Certe volte il senso di solitudine può diventare una vera e propria patologia sfociando in depressioni, in forme lievi o più acute, o in atteggiamenti che possono diventare aggressivi o, peggio, autolesionisti. Tra questi ultimi non vanno considerati solo quelli che si finalizzano in segni e dolori sul corpo. Un atteggiamento autolesionista è comunque un insieme di comportamenti che porta, in modo anche subdolo, a danneggiare il proprio benessere. Buttarsi sul cibo e ingozzarsi può far parte di questa sfera, così come lo sfogarsi al bar, sull’alcol. Naturalmente tra il bicchiere di vino e la sbornia quotidiana o tra il comfort food consolatorio o l’abbuffarsi ripetuto e continuo, c’è differenza. Occhio a non superare mai il limite. Evitate di alienarvi o, peggio, di allontanare le persone che vi vogliono offrire un aiuto. In certi casi, anzi, l’aiuto di un professionista può essere risolutorio.

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