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S.O.S. EXCITE - AMORE: "E' incinta di me, ma non la voglio più. Che faccio?"

  • © Maite Abascal per Excite Italia

Richiesta

Ciao, sono M. ed ho 34 anni e scrivo da Napoli.
Ho un problema che non riesco a risolvere.
Tra 5 mesi dovrei sposarmi con G., la ragazza con cui sono fidanzato da 7 anni. Lei è incinta e questo matrimonio per me è stata una scelta forzata.
Questo figlio sta arrivando per una distrazione, io non lo volevo per il momento. Diciamo che mi sono accorto che l'amore per G. stava sfumando. Sono cominciate le liti tra di noi, mi innervosisce anche solo quando parla.
Non voglio ferire G., ma non voglio più sposarla.
Da qualche mese, prima che rimanesse incinta, ho cominciato a sentire R., un ragazzo di Milano, in chat e solo con lui riesco a parlare, anzi mi fa sentire bene e mi sono anche calmato.
Con nessun altro amico sono mai riuscito a parlare.
Parlando tanto con R. ho capito che non voglio crocifiggermi per il resto della mia esistenza con una donna che non voglio più e un bambino che non desideravo adesso.
Non so come comportami con G., non voglio ferirla.
Cosa devo fare?
Aiutatemi!

Consiglio

Caro M., questo per te è davvero un periodo di immensa confusione: il figlio, una donna che senti di non amare più, un uomo che non riesci a capire come mai sia entrato nella tua vita e ti fa stare bene.
Fermati un attimo, prendi respiro e comincia ad aprire i cassetti uno per volta, capire le priorità e riordinare le cose.

1)Hai mai pensato che le donne vedono oltre gli orizzonti che gli uomini non riescono a percepire? La tua G., vuoi o non vuoi, avrà percepito già la tua lontananza, tra l'altro la gravidanza rende le donne ancora più sensibili. Non farla soffrire ancora, l'unico mezzo che hai per risolvere la situazione è la pura e semplice verità. Otterrai vantaggi tu, perchè te ne libererai, e farai un enorme regalo ad una ragazza che potrà conoscere davvero i tuoi sentimenti il prima possibile e riprendere possesso della sua vita.
Parlale con il cuore in mano, cerca di non essere duro, ma non usare nemmeno troppi giri di parole. Vai al punto e mostrale la situazione per quella che è senza piagnistei, sensi di colpa e soprattutto senza fare la vittima.

2) Questo bambino sta arrivando in concomitanza con i dubbi sui sentimenti che provi per G.. Sei libero di fare quello che vuoi, riconoscerlo come no, ma fai tutto con franchezza: se scegli di dare il nome al tuo bambino, allora porta rispetto a lui in primis e a sua madre. Fermati un attimo e chiediti: cosa voglio dalla vita? Sono in grado di crescere un'altra persona che non ha colpa di nulla?

3) L'ultima persona a cui dovrai dire la verità è te stesso. Hai pensato al perchè questo R. ti fa stare bene?
E' un amico?
Un amico come lui non l'hai mai trovato prima d'ora e senti che puoi fidarti di lui? Ok!
Oppure è qualcos'altro? Ci hai mai pensato?
Parlati, ditti la verità. R. può essere la dimostrazione che le cose che non vedi fisicamente (come il bambino che è nella pancia di G.) sono le cose più vere in assoluto.

“Quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta. La verità è sempre illuminante. Ci aiuta ad essere coraggiosi” - diceva Aldo Moro.

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