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Wi-Fi Art @ Circolo degli Artisti!

Partono con una premessa: <<Non romperemo il vetro alla Gioconda, non taglieremo le tele di Fontana e non la faremo nell’orinatoio di Duchamp. Apriremo solo le finestre dei musei per far entrare aria nuova dalla strada>>. Ma comunque, di polverone, ne hanno creato parecchio, questi Urban Artist. Ed è bene così, perchè se l'arte non stravolge, non crea polemiche e dibattiti, non è Arte.

Approdano tutti al Museo Madre di Napoli, i migliori Urban Artists del panorama contemporaneo, proprio in occasione di

ComicOn 2009

, il grande festival dedicato alla nona arte e ai suoi autori, con un ensemble delle migliori opere, individuate da MondoPOP, e in mostra da domani fino al 25 Maggio. L'esposizione è curata da David Vecchiato, già conosciuto da "quelli di MondoPOP" con lo pseudonimo di Diavù, e solo stavolta in veste eccezionale di curatore.

Artisti urbani del calibro di Gary Baseman, Boris Hoppek, Shag, Ian Stevenson, Gary Taxali, Mijn Schatje, Jon Burgerman, Jim Avignon, Junko Mizuno, Glenn Barr, Bigfoot, Naoshi, Ciou, Sergio Mora, Nathan Jurevicius, Joe Ledbetter e tanti altri, apriranno il museo alla più esauriente collettiva del genere finora in Italia. Ci saranno anche l’australiano Jeremyville e la francese Mijn Schatje, che offriranno performance e incontri con il pubblico non privi di sorprese. Senza dimenticare gli artisti italiani (mentre sull'assenza di artisti napoletani alla collettiva si è scatenata la polemica), tra cui AlePOP, Allegra Corbo, lo stesso Diavù, Fupete, Licia Viero, Scarful, i più giovani Sten e Lex, Cesko, El Gato Chimney, le Serpeinseno, Zelda Bomba e molti altri.

In mostra, insomma, tutte le correnti che caratterizzano l'arte urbana, dalla street art, alla skate art, passando per il pop surrealism, lowbrow e la poster art. Un occhio di riguardo anche agli art-toys. Saranno presenti infatti il romano Simone Legno, che ben conosciamo col marchio Tokidoki, e con cui dalla California propone i suoi pupazzetti globalizzati, mistioni coloratissime tra l'arte giapponese e quella americana, da poco adottati anche da Fornarina per la sua nuova collezione (l'abbiamo vista all’Urban Beauty Show al Louvre di Parigi).

In una recente intervista, Vecchiato ha detto: <grigi impiegati dell’arte di casa nostra che ci chiedevano di smetterla con questi immaginari simili a fumetti, cartoon, tattoo o graffiti e così abbiamo sperimentato sulla nostra pelle la lentezza di questo Paese, rischiando di perdere l’occasione di raccontare una delle anime creative della nostra generazione. Ma imparando a gestire personalmente la produzione, la diffusione e la vendita delle nostre immagini, come ci ha insegnato zio Warhol, abbiamo ripreso un po’ il passo coi colleghi internazionali>>.

Nasce così e si diffonde un nuovo senso estetico, ci si raffronta alle tendenze e alle contaminazioni digitali e globali, s'interagisce con un mondo liquido e multiforme, ci si lascia attraversare dalla creazione. Tutti, artisti e non, ci si lascia confondere dal mondo parallelo dell'arte di strada, sempre più pervasiva. Perché, di "Superstar", ce n'è una sola. Ed è l'Arte, non gli artisti.

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